Portale Trasparenza Comune di Pomigliano D'Arco - NOTIFICA SANITARIA - Registrazione e Riconoscimento Stabilimento

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

NOTIFICA SANITARIA - Registrazione e Riconoscimento Stabilimento
Responsabile di procedimento: Iasevoli Francesco
Responsabile di provvedimento: Romano Gelsomina
Descrizione

PROCEDURE PER LE NOTIFICHE ED IL RICONOSCIMENTO DEGLI STABILIMENTI E DELLE ATTIVITA’ INERENTI L’IGIENE E SICUREZZA ALIMENTARE E LA SANITA’ PUBBLICA VETERINARIA

CAP. 1 – INTRODUZIONE

  1. RAZIONALE

La tutela della salute del cittadino è indubbiamente una delle priorità sia del legislatore italiano che europeo; essi sono consci che il controllo delle attività produttive che ineriscono la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria, deve essere quanto più efficace possibile per la loro ripercussione sulla salute dell’uomo e degli animali, sulla salute delle piante e sull’ambiente in genere.

Per garantire ciò, la previgente normativa focalizzava l’attenzione sul accertamento del possesso da parte degli stabilimenti dei requisiti stabiliti dalla normativa; tale accertamento, effettuato prima dell’avvio dell’attività lavorativa, era propedeutico al rilascio delle varie autorizzazioni o pareri sanitari necessari per l’avvio delle attività lavorative.

Le nuove normative hanno invece completamente modificato tale approccio, privilegiando la fase del controllo delle effettive modalità di conduzione degli stabilimenti rispetto alla mera verifica dei requisiti effettuata ex ante; mediante tali controlli vengono valutati in maniera più efficace e realistica tutti i fattori di rischio propri di ogni singola attività produttiva con la loro conseguente categorizzazione in base al rischio accertato.

Inoltre il legislatore ha preso atto dell’esigenza del mondo imprenditoriale di eliminare quelle incombenze burocratiche che, stabilite inizialmente con il fine di tutelare il consumatore, in realtà avevano ormai come unica conseguenza quella di ostacolare l’avviamento degli stabilimenti.

E’ quindi iniziato un percorso di riforme legislative teso ad assicurare la semplificazione normativa e amministrativa per l’avvio degli stabilimenti in modo da garantire la libera concorrenza dei servizi e delle attività. L’Unione Europea inoltre ha stabilito che gli Stati membri possono mantenere un regime di autorizzazione solo se giustificato da motivi imperativi di interesse generale e non discriminatorio. Nel campo della sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria pertanto è stato mantenuto il regime autorizzatorio soltanto per gli stabilimenti che producono alimenti di origine animale, i SOA, alcuni tipi di mangimi, gli ADAP, e gli additivi. Per gli altri stabilimenti, si è passati alla semplice notifica della loro esistenza. Il legislatore nazionale ha quindi emanato vari atti normativi che hanno sancito tale nuovo approccio al regime autorizzatorio, quali soprattutto il D.L. 25/6/08, n. 112 e la L. 241/90 (come modificata dalla L. 35/12, dalla L. 134/12, e dal D.L.vo 14/3/2013, n. 33) la quale all’art. 19 abroga specificamente tutte le “autorizzazioni, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato”, che sono sostituite dalla Segnalazione Certificata d’Inizio Attività (SCIA). Si deve prendere atto che vi è stata quindi una progressiva semplificazione degli adempimenti burocratici in capo alle imprese, garantendo la possibilità di una quanto più celere attivazione degli stabilimenti, una uniformità di trattamento, ed una certezza delle regole, pur senza diminuire il grado di tutela della salute del consumatore.

Va considerata inoltre l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore nazionale che nel campo alimentare ha sostituito la precedente modalità di classificazione degli stabilimenti imperniata sui codici ATECO, modificando tra l’altro quanto stabilito dall'Accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010 in materia di alimenti per uso umano.

E’ pertanto divenuta improcrastinabile sostituire le previgenti norme in materia autorizzativa ormai in contrasto con il dettato normativo vigente, con le procedure appresso riportate.

 

1.2. DEFINIZIONI

- Impresa/imprenditore: persona fisica o giuridica o associazione che esercita un’attività economica come definita dall’art. 2082 del Codice Civile; conduce sotto la sua responsabilità uno stabilimento o un’attività anche professionale

- Stabilimento: il luogo fisico dove avviene l’attività di una impresa; esso è sinonimo di:

- “impianti produttivi” di cui all’art. 1 lettera j) del DPR 7/9/2010, n. 160

- “stabilimento” di cui all’art. 8 punto 1, lettera e) del D.L.vo 59/2010

- Linea d’attività: la tipologia produttiva dello stabilimento

- Agenzia per le imprese: il soggetto privato, accreditato ai sensi dell'articolo 38, comma 4,

del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133;

- Sportello Unico per le Attività Produttive (di seguito denominato: «SUAP»): l'unico punto

di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua

attivita' produttiva, che fornisce una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le pubbliche

amministrazioni, comunque coinvolte nel procedimento;

Per le altre definizioni si fa riferimento a quelle elencate:

- dal regolamento (CE) n. 178/2002;

- dal regolamento (CE) n. 852 e 853/2004;

- dal regolamento (CE) n. 882/2004;

- dal regolamento (CE) n. 1069/2009;

- dal regolamento (CE) n.183/2005;

- dal D.l.vo 59/2010

- DPR 160/2010

 

1.3. ACRONIMI

Sportello unico per le attivita' produttive                                                          SUAP

Segnalazione certificata d’inizio attività                                                            SCIA

Centri Autorizzati di Assistenza Agricola                                                           CAA

Alimenti destinati ad una alimentazione particolare                                           ADAP

Pubbliche Amministrazioni                                                                               P.A.

Posta Elettronica Certificata                                                                            PEC

Sottoprodotti di Origine Animale                                                                     SOA

Prodotti Derivati da SOA                                                                                 PD

Autorità Competenti ex art. 2 D.l.vo 193/07 ad effettuare i controlli                     A.C.

Origine Animale                                                                                             O.A.

Responsabile del Procedimento                                                                       RdP

Operatore del Settore Alimentare                                                                    OSA

Operatore del Settore dei Mangimi                                                                  OSM

Banca dati nazionale                                                                                      BDN

 

1.4. AMBITO DI APPLICAZIONE

Salvo quanto previsto al punto successivo, le procedure di seguito definite si applicano:

- agli stabilimenti per i quali è sufficiente la notifica prevista dall’art. 6 del Reg. 852/2004, dall’art. 9 del Reg. 183/2005, dall’art. 23 del Reg. 1069/2009;

- agli stabilimenti che producono, depositano e commercializzano materiale seminale per la riproduzione animale ai sensi della Legge 15 gennaio 1991, del D.L.vo 132/05, dei D.M. 19 luglio 2000, n. 403 e 12 febbraio 2001;

- agli stabilimenti che trattano prodotti di origine animale, escluse dall’ambito di applicazione degli artt. 1 e 4 del Regolamento (CE) n. 853/2004, per i quali è sufficiente la registrazione ai sensi dell’art. 6 del Reg. 852/2004;

- agli stabilimenti soggetti a riconoscimento ai sensi dell’art. 4 del Regolamento (CE) n. 853/2004, dell’art. 10 del Regolamento (CE) n. 183/2005 e dell’art. 24 del Regolamento (CE) n. 1069/2009;

- agli stabilimenti soggetti a riconoscimento che effettuano la produzione, commercializzazione e deposito ai fini della commercializzazione degli additivi alimentari, degli aromi e degli enzimi ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/2004;

- agli stabilimenti soggetti a riconoscimento che producono alimenti destinati ad una alimentazione particolare (ADAP), integratori alimentari, alimenti addizionati con vitamine e minerali ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/20045;

- agli stabilimenti soggetti a riconoscimento che producono semi germogliati ai sensi del Regolamento (CE) n. 210/2013;

- agli operatori che producono o commercializzano all’ingrosso materiale destinato al contatto con gli alimenti e mangimi ai sensi dei Regg. CE 1935/04 e 2023/06 e del D.M. 21/3/73;

- ai laboratori di analisi che effettuano prove relative all'autocontrollo per le industrie alimentari ai sensi del Reg CE 178/02 e 852/04;

- agli allevamenti zootecnici ai sensi del DPR 320/54;

- alle aziende agricole ex art. 2135 C.C.;

- agli operatori che effettuano la vendita o utilizzano farmaci veterinari ai sensi del D.L.vo 193/06;

- agli operatori che producono o effettuano la vendita di fitosanitari ex D.lgs n.194/1995;

- alle strutture veterinarie ex DGRC 459/06;

- alle imprese che procedono alla disinfezione di automezzi per il trasporto animali ex DPR 320/54 e DM 274/97;

- a qualsiasi attività che inerisca gli animali o possa avere influenza sulla sicurezza alimentare

 

1.5. AMBITO DI ESCLUSIONE

Ai sensi del Reg UE n. 853/04 e del Reg. UE n. 852/04 non sono soggetti a notifica né a riconoscimento:

a) la produzione primaria per uso domestico privato

b) la preparazione, la manipolazione e la conservazione domestica di alimenti destinati al consumo domestico privato

c) la fornitura diretta occasionale di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore che produce per uso domestico privato al consumatore finale o a dettaglianti locali (compresi gli esercizi di somministrazione) che forniscono direttamente il consumatore finale, nell’ambito della Provincia e delle Province contermini, a condizione che tale attività sia minima; in ogni caso l’imprenditore che acquista alimenti da un produttore non registrato, ha comunque l’obbligo di mantenerne la rintracciabilità e si assume la responsabilità diretta sui prodotti che acquista

 

1.6. NOTIFICA E RICONOSCIMENTO – PARTE GENERALE

Tutti gli stabilimenti che svolgono una linea attività impattante la sicurezza alimentare o la sanità pubblica veterinaria sono soggette a notifica e registrazione; tale obbligo non sussiste qualora essi svolgano una linea d’attività per la quale è previsto il riconoscimento ai sensi degli specifici Regolamenti Comunitari.

Si deve in via primaria distinguere la funzione e l’attribuzione della competenza dei due distinti istituti della “notifica” e della “registrazione”; mentre la “notifica” è un adempimento a carico dell’impresa e si effettua tramite il SUAP territorialmente competente, la “registrazione” degli stabilimenti è compito esclusivo delle ASL che all’uopo si avvalgono del sistema informatico regionale GISA.

Tenendo conto del combinato disposto dei Regolamenti comunitari e degli atti normativi nazionali, la notifica deve intendersi ricompresa nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) necessaria per ogni tipo di stabilimento, anche quelli che devono svolgere un’attività che esula dalla sicurezza alimentare o la sanità pubblica veterinaria; essa rappresenta quindi una particolare sezione della SCIA, essendo imposta dalla normativa solo per gli stabilimenti che ineriscono la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria.

Ai sensi dell’art.19 co.1 della L. 241/90 il riconoscimento degli stabilimenti è invece escluso dalla procedura SCIA, avendo la valenza di un vero e proprio atto autorizzativo stabilito direttamente (o soltanto previsto) dalla normativa comunitaria.

Per l’avvio di uno stabilimento, sia nel caso sia sufficiente la notifica (ricompresa nella procedura SCIA), sia nel caso sia necessario il riconoscimento, la pratica deve essere presentata ai SUAP competente per territorio o alla Camera di Commercio (qualora il Comune non sia dotato di SUAP) che rappresentano i soggetti pubblici di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive, di prestazione di servizi, di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento nonché cessazione o riattivazione di stabilimenti. In alternativa alla presentazione direttamente al SUAP, la SCIA può essere presentata tramite le Agenzie per le Imprese, che sono soggetti privati accreditati presso i SUAP.

Anche nel campo della sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria quindi, il SUAP è il soggetto unico responsabile di tutti gli adempimenti relativi all’avvio degli stabilimenti, ivi compreso:

- la verifica che la documentazione esibita dall’impresa sia completa

- la dovuta comunicazione a tutti gli Enti della P.A. che possono essere coinvolti, ognuna per le verifiche di propria competenza.

Gli stabilimenti possono essere contemporaneamente riconosciuti per una o più linee d’attività, registrati per una o più linee d’attività per le quali è quindi sufficiente la SCIA; in tal caso le attività produttive possono svolgersi anche negli stessi locali e con le stesse attrezzature, con la sola limitazione della loro separazione nel tempo; le planimetrie devono specificare le parti dello stabilimento destinate alle linee d’attività riconosciute, a quelle registrate, alle parti comuni; in ogni caso, negli stabilimenti riconosciuti ai sensi del Reg. Ce 853/04 possono essere prodotti alimenti composti utilizzando come materia prima sia alimenti di origine animale che non di origine animale. Ai sensi della normativa vigente i prodotti alimentari anche di origine vegetale o misto prodotti in tali stabilimenti possono recare l’indicazione del bollo di riconoscimento dello stabilimento. Se non vi sono motivi ostativi igienico-sanitari, gli stabilimenti possono essere contemporaneamente riconosciuti ai sensi di più normative (ad es. ex Reg. Ce 853/04 ed ex D.l.vo 111/92).

La registrazione ed il riconoscimento non sono soggetti a rinnovo.

Le associazioni temporanee d’imprese (ATI) o raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) non possono procedere alla notifica o alla richiesta di riconoscimento per uno stabilimento.

Le motivazioni di tale divieto si basano sul fatto che:

- il D.L.vo 12/4/06, n. 163 dà la possibilità ad una aggregazione di imprese di partecipare alle gare per appalti pubblici nel caso una sola di esse non sia in grado di svolgere tutti i compiti previsti dall’appalto stesso; l’aspetto pubblicistico delle ATI è quindi limitato alla fornitura di servizi, prodotti, lavori e opere a favore della P.A. (art. 3, punto 20 e art. 37 D.L.vo 12/4/06, n. 163).

- nel campo della sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, in considerazione della loro peculiarità, esiste un particolare legame che lega l’attività lavorativa con lo stabilimento quale luogo fisico dove avviene tale lavorazione; ne consegue che ad ogni stabilimento deve corrispondere una persona fisica o giuridica che si assume la responsabilità della sua conduzione

- le ATI non sono persone fisiche e non hanno personalità giuridica; esse sono caratterizzate:

- dalla durata temporale del contratto (valido fino al completamento dell’opera per cui si è costituito);

- dall’occasionalità e limitatezza del raggruppamento alla mera esecuzione dell’opera;

è ancora argomento di discussione finanche la necessità di avere una loro autonomia patrimoniale unitaria e la possibilità di avere una loro autonomia fiscale e quindi di essere in possesso di partita IVA; esse sono solo aggregazioni di imprese istituite, anche con semplice scrittura privata, al solo scopo di partecipare a gare pubbliche per l'affidamento ed esecuzione di opere, lavori pubblici, servizi e forniture per la P.A.

Si riporta di seguito il nesso logico su cui è imperniata l’identificazione delle imprese, degli stabilimenti e delle linee d’attività:

1. IMPRESA caratterizzata da:

(a) Nome del titolare/ditta/ragione/denominazione sociale

(b) residenza del titolare o sede legale

(c) Identificativo fiscale (C.F. o P. IVA)

(d) Rappresentante legale (se associazione o persona giuridica)

2. STABILIMENTO caratterizzato da:

(a) Coordinate geografiche

(b) Indirizzo

(Rapporto 1 n tra IMPRESA e STABILIMENTO)

3. LINEA D’ATTIVITA’ caratterizzata da:

a) Linea d’attività (elenco delle linee d’attività previste dalla master list)

(Rapporto 1 n tra STABILIMENTO e LINEA D’ATTIVITA’)

 

CAP. 2 - NOTIFICA/SCIA

2.1. PROCEDURA DI NOTIFICA/SCIA DI UN NUOVO STABILIMENTO

2.1.1. ATTIVITA’ INERENTI I SUAP

Omissis………..

Poiché la SCIA non è una istanza ma una comunicazione (sebbene dovuta per legge), essa è esente dall’obbligo della imposta di bollo.

Al fine di identificare il SUAP competente, si deve tenere conto di quanto segue:

- per le attività svolte in sede fissa, il SUAP competente è quello del Comune dove insiste la sede operativa (stabilimento)

- per le altre attività con sede non fissa (ambulanti, imprese di trasporto, ecc), il SUAP competente è quello del Comune dove insiste la residenza del titolare dello stabilimento o la sede legale della società.

La notifica/SCIA può essere presentata anche per procura; in tal caso il dichiarante si assume la responsabilità di rappresentare il sostituito rimanendo però in capo a quest’ultimo la responsabilità di eventuali dichiarazioni mendaci relative allo stabilimento da avviare.

 

2.1.2. ATTIVITA’ INERENTI LE A.S.L.

Omissis......

2.2. AMBITI PARTICOLARI.

 

2.2.1. Farmacie ad uso umano

Poiché il numero delle farmacie è contingentato, ad essi non si applica la procedura SCIA, come stabilito dall’art. 2 della L.R. 1/14. Il rilascio delle rispettive autorizzazioni esula dal campo di competenza della presente delibera. E’ a carico della Regione inserire l’anagrafica delle farmacie nel sistema informatico GISA.

 

2.2.2. Distributori automatici

Ai sensi dell’art. 51 della L.R. 1/14, la notifica ai fini della registrazione deve essere effettuata da parte dell'impresa per ogni singolo distributore automatico; come per le altre attività, essa si effettua tramite SCIA al SUAP territorialmente competente per il luogo dove è posto il distributore automatico. Si precisa che lo stabilimento utilizzato come deposito a servizio dell'impresa che fornisce il servizio di ristoro a mezzo distributori automatici, è soggetto ad autonoma SCIA scegliendo nella master list la voce “deposito funzionalmente ma non materialmente annesso ad esercizi di vendita di alimenti”.

 

2.2.3. Aziende agricole che producono alimenti uso umano

La presentazione della SCIA quale azienda agricola, permette l’effettuazione di tutte le attività di produzione primaria e delle operazioni ad esse associate, ivi comprese il trasporto ed il magazzinaggio. Come stabilito dall’allegato I parte A del Reg CE 852/04 tra le operazioni associate vi è anche la manipolazione di prodotti primari sul luogo di produzione “a condizione che ciò non alteri sostanzialmente la loro natura”. La trasformazione di prodotti e la macellazione pertanto non rientrano tra le operazioni associate alla produzione primaria. Ciò comporta che per produrre e commercializzare prodotti trasformati o macellare animali, le aziende agricole devono presentare idonea SCIA anche per le linee d’attività nelle quali ricade la trasformazione o la macellazione (ad es. laboratori, macellazione di avicunicoli, etc) purché i locali utilizzati siano in possesso degli specifici requisiti igienico-sanitari.

 

2.2.4. Aziende di produzione primaria che effettuano allevamento di animali

Ai sensi dell’art. 2135 del C.C. gli allevamenti di animali sono classificati come imprese agricole. Le aziende già registrate in BDN o in altre banche dati della Regione o delle AASSLL non devono presentare ulteriore notifica. Le imprese che effettuano l’allevamento di animali in aziende di nuovo insediamento, devono presentare la SCIA per il tramite dei SUAP utilizzando le stesse modalità previste per tutti gli altri tipi di stabilimenti.

Si specifica che per motivi tecnico-informatici, i codici di aziende zootecniche cessate non possono più essere riutilizzati nemmeno trascorsi tre anni dalla loro cessazione.

 

2.2.5. Allevamenti bovini che producono latte di “alta qualità”

Le aziende di bovini da latte di nuovo insediamento che intendono produrre latte “alta qualità”, nella indicazione della linea d’attività allegata alla SCIA devono specificare tale tipologia di produzione. Le aziende di bovini da latte già operanti che intendono produrre latte “alta qualità”, devono presentare apposita SCIA in quanto cambia in maniera sostanziale la loro linea d’attività.

Tale procedura sostituisce l’autorizzazione prevista dal DM. 185/1991 decaduta ai sensi dell’art. 19 della L. 241/90.

 

2.2.6. Vendita diretta di latte crudo anche tramite distributori automatici.

A causa del notevole interesse igienico-sanitario di tale attività scaturito dalla sua analisi del rischio, l’attività di vendita diretta di latte crudo è soggetta a notifica/SCIA; tale adempimento è richiesto anche nel caso la vendita avvenga mediante uno o più erogatori automatici posti al di fuori dell’azienda, per i quali è necessaria la notifica/SCIA per ognuno di essi; si applicano le disposizioni previste dalla delibera di Giunta Regionale n. 1975 del 16.11.2007.

 

2.2.7. Vendita diretta di uova.

A causa del notevole interesse igienico-sanitario di tale attività scaturito dall’analisi del rischio, l’attività di vendita diretta di uova è soggetta a notifica/SCIA;

 

2.2.8. Apicoltura

L’avvio dell’attività di apicoltura è soggetta a SCIA da presentare al SUAP con le stesse modalità delle altre aziende zootecniche. Come specificato nella guida all’attuazione di alcune disposizioni del Reg CE 852/2004 sull’igiene di prodotti alimentari (DGSANCO del 18 giugno 2012) l’allevamento delle api comprende la raccolta dei prodotti dell’apiario, ivi compresa la centrifugazione e l’imballaggio del miele quando effettuata esclusivamente nei locali dell’apicoltore. Tali attività sono tutte ricomprese nella produzione primaria. Nel caso l’apicoltore effettui l’allevamento nomade, come sede operativa deve indicare il luogo principale utilizzato per l’allevamento; in tal modo si ritiene assolto l’obbligo della notifica anche se materialmente le arnie sono poste temporaneamente in altri territori della regione; nel caso il nomadismo venga effettuato fuori regione, gli apicoltori si atterranno alle norme locali.

 

2.2.9. Vendita diretta di prodotti primari da parte di aziende agricole

Per le aziende che effettuano la vendita di propri prodotti primari presso la propria azienda o in forma ambulante, presso mercati o Farmer Market, compresa la quota non prevalente di produzione non propria consentita dal D.L.vo 228/2008, è sufficiente la notifica/SCIA relativa all’azienda agricola. Ciò in quanto la vendita diretta è insita nella produzione e non è considerata come attività supplementare, salvo alcune particolari attività riportate nella master list, quali la vendita diretta di latte crudo e di uova. Pertanto per la vendita al dettaglio di prodotti primari esercitata sia su superfici all'aperto che in appositi locali siti nell'ambito della stessa azienda agricola o in altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità (ad es. negozi), non è richiesta ulteriore SCIA, se non quella relativa all’azienda agricola in toto. Si precisa che per procedere alla trasformazione di prodotti primari e/o alla vendita di prodotti trasformati (inclusa la carne ed i prodotti a base di carne), le aziende agricole, come tutte le altre imprese, devono avere a disposizione un laboratorio nel primo caso, o una struttura di vendita nel secondo, per i quali è stata regolarmente presentata la SCIA. Inoltre nelle aziende agricole che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti, anche trasformati, ai sensi dell’art. 4 c. 8-bis del D.L.vo 228/2001 e s.m.i., è consentito il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda stessa, con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario dettate dal Reg CE n. 852/2004 e s.m.i.. Anche per tale attività è sufficiente la SCIA relativa all’intera azienda agricola.

 

2.2.10.Attività di vendita o ristorazione per Forze Armate, Polizia, Polizia Penitenziaria, VVFF, e analoghi

L’attività di produzione e somministrazione pasti a favore del personale delle Amministrazioni appartenenti alle suddette categorie è soggetta alla vigilanza degli organi a ciò deputati, afferenti ai Ministeri di competenza (art 6 L. 833/78, Dlgs 112/98, ecc). Tale attività non è pertanto soggetta a notifica ai fini della registrazione ai sensi del Reg CE 852/04.

 

2.2.11. Attività a carattere temporaneo

Per attività a carattere temporaneo si intendono quelle che svolgono ed esauriscono la loro attività in un determinato lasso di tempo. Sono ad esempio quelle previste dalla lettera q) dell’art. 3 della L.R. 1/14 (temporary shop) ovvero la preparazione e somministrazione di cibi in ambito di manifestazioni e sagre. Nella presentazione della notifica/SCIA tali attività devono specificare la data prevista per il termine dell’attività. Come stabilito dall’art. 41 della L. 4/4/12, n. 35, le SCIA da presentare per l'attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, manifestazioni religiose, tradizionali, culturali o eventi locali straordinari:

- sono esentate dall’obbligo di allegare planimetrie e dichiarazioni asseverate

- non sono soggette al possesso dei requisiti previsti dal co. 6 dell'art. 71 del D.L.vo 59/2010.

In considerazione di quanto previsto dalla DGSANCO del 18 /6/2012 “Guida all’attuazione di alcune disposizioni del Reg. 852/2004”, al punto 3.8 si precisa che “Operazioni quali manipolazione, preparazione magazzinaggio e il servizio di prodotti alimentari da parte di privati a titolo occasionale durante manifestazioni quali feste parrocchiali, scolastiche o fiere locali, non rientrano nel campo di applicazione del regolamento” e pertanto per tali attività non è richiesta alcuna SCIA.

Sono escluse altresì dall’obbligo di notifica ai fini della registrazione le attività comportanti l’offerta gratuita di alimenti e bevande nell’ambito di promozione di prodotti alimentari e/o dimostrazione di attrezzature per la loro preparazione.

Non sono considerate attività a carattere temporaneo gli stabilimenti che svolgono la loro attività periodicamente o episodicamente, con periodi di inattività anche prolungati. Tali stabilimenti non devono presentare ulteriori SCIA ogni qualvolta riprendono l’attività, né comunicare ad alcuna P.A. la ripresa o la temporanea volontaria sospensione delle attività lavorative; ciò in quanto ricade nella libera scelta dell’impresa scegliere autonomamente quando operare, purché nei limiti del termine di un anno di inattività come stabilito dalle norme sul commercio (D.L.vo 114/98, L.R. 1/14) e da quelle sulla somministrazione (L. 287/91).

 

2.2.12.Attività turistico-ricettive

Gli alberghi e le strutture ricettive extralberghiere normati dalla L.R. n. 17 del 24/11/2001 quali affittacamere, ostelli per la gioventù, attività ricettive in residenze rurali, rifugi di montagna, case religiose di ospitalità, nonché i bed and breakfast normati dalla L.R. 10/5/2001, n. 5, devono presentare notifica/SCIA ai sensi del presente provvedimento solo nel caso preparino e/o somministrino pasti; la prima colazione è considerata pasto.

 

2.2.13.Trasporto

Le imprese che trasportano conto terzi prodotti alimentari, mangimi, SOA o prodotti derivati tramite automezzi o vagoni ferroviari o aeromobili o imbarcazioni, devono presentare apposita notifica/SCIA; tali imprese devono specificare il tipo, numero e dati identificativi dei mezzi di trasporto. La SCIA è presentata al SUAP territorialmente competente per il luogo dove insiste la sede legale dell’impresa o la residenza dell’imprenditore, a prescindere da quante autorimesse utilizzi e dove queste siano ubicate.

Viceversa per le imprese titolari di uno stabilimento registrato/riconosciuto che trasportano prodotti alimentari, mangimi, SOA o prodotti derivati, ad esclusivo servizio della propria attività, non vige l’obbligo della notifica in quanto la fase di trasporto è da considerarsi parte integrante dell’attività dello stabilimento.

Per quanto riguarda, invece, il trasporto degli animali a fini commerciali continua a vigere l’obbligo dell’autorizzazione in quanto disposto da un atto normativo comunitario (Reg CE 1/05).

Per tali casi, quindi, non si applica la procedura SCIA ex art. 19 L. 241/90. Tali autorizzazioni continuano ad essere rilasciate direttamente dai Servizi Veterinari delle AA.SS.LL. competenti, senza il tramite dei SUAP.

 

2.2.14. Stabilimenti che trattano SOA

Le imprese che avviano stabilimenti che trattano SOA, per i quali è sufficiente la registrazione, presentano la SCIA secondo le modalità descritte per gli altri tipi di stabilimento, con la particolarità che, oltre a ricevere dal SUAP il certificato riportante il numero di registrazione, riceverà dalla Regione tramite il SUAP anche il numero attribuito dal sistema informatico ministeriale SINTESIS.

 

2.2.15.Vendita in forma ambulante

Le imprese che effettuano la vendita ambulante di alimenti, mangimi o animali, sia a posto fisso che in forma itinerante, devono presentare la notifica/SCIA con le stesse modalità degli altri stabilimenti. La vendita sulle aree pubbliche dei prodotti alimentari abilita anche alla somministrazione se annotata nella SCIA commerciale. Le imprese che effettuano la vendita ambulante di prodotti alimentari possono procedere anche alla produzione e trasformazione di alimenti se in possesso dei requisiti stabiliti dall’O.M. 3 aprile 2002. I negozi mobili ed i banchi temporanei fanno parte delle attrezzature delle imprese che effettuano la vendita ambulante di prodotti alimentari e pertanto per esse non si deve procedere ad effettuare la SCIA anche come trasporto di alimenti.

 

2.2.16.Laboratori di analisi che effettuano prove relative all'autocontrollo per le industrie alimentari

Ad integrazione e modifica delle procedure stabilite dalla DGRC n. 535 del 29/10/2011, si precisa che:

- la prevista domanda di iscrizione nel registro regionale viene sostituita dalla presentazione della notifica/SCIA al SUAP

- la procedura SCIA sostituisce il decreto regionale di iscrizione all’elenco regionale

- il registro regionale è contenuto nell’anagrafica del sistema informatico regionale GISA

- il diritto fisso a favore della Regione viene abolito stante la semplificazione delle attività a carico della stessa

- l’elenco degli allegati alla domanda previsto dalla DGRC 535/11 viene sostituito dall’elenco della documentazione da allegare alla SCIA come indicato nella master list

 

2.2.17.Allevamenti di animali utilizzati a fini scientifici

Come stabilito dal D.L.vo 4 marzo 2014, n. 26, tutti gli stabilimenti dove si allevano animali da utilizzare a fini scientifici, devono indicare il nominativo di un medico veterinario, esperto in medicina degli animali da laboratorio, in possesso di requisiti di esperienza e di formazione specifica, che prescrive le modalità per il benessere e il trattamento terapeutico degli animali. La comunicazione va fatta a latere della procedura di notifica/SCIA direttamente alla ASL di competenza dove insiste l’allevamento.

 

2.2.18. Fornitore di animali utilizzati a fini scientifici

Come al punto precedente

 

2.2.19.Attività di intermediazione

Tutte le imprese che svolgono esclusivamente attività di intermediazione commerciale, sia di prodotti alimentari che di mangimi, SOA, o qualsiasi altro prodotto o animale che rientra nel campo della sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, è soggetta a notifica/SCIA. Poiché l’attività di intermediazione non prevede l’esistenza di un vero e proprio stabilimento in quanto concerne l’acquisto e la vendita di prodotti o animali senza il loro stoccaggio e manipolazione, deve essere registrata la sede (anche legale se è l’unico luogo dove si svolge l’attività) dell’impresa, la quale può essere costituita anche solo da un ufficio. Applicando come riferimento la Circolare del Ministero della Salute 10/12/2012 per quanto riguarda gli alimenti, tali imprese sono soggette all’obbligo di notifica, e quindi deve essere presentata la SCIA nel Comune dove ha sede l’ufficio ove sono detenuti i documenti commerciali, dichiarando che trattasi di intermediari senza deposito.

Detta SCIA non è soggetta all’allegazione di planimetria né di dichiarazioni asseverate in quanto non sono applicabili i requisiti generali e specifici di igiene previsti dalla normativa vigente.

 

2.2.20.Lactarium di ospedale pediatrico

I lactaria degli ospedali pediatrici, case di cura e similari, devono presentare notifica/SCIA, in ragione della loro particolare attività.

 

2.2.21.Case famiglia

Le case famiglia non svolgono un attività produttiva e pertanto non sono considerate imprese; essendo vere e proprie abitazioni private e l’attività a conduzione familiare, i requisiti igienico-sanitari richiesti sono quelli previsti per l'uso abitativo. Pertanto per le case famiglia non è prescritta la presentazione di SCIA

 

2.2.22.Rivendite di generi di monopolio

La vendita di alimenti non rientra ope legis nelle attività di rivendita di generi di monopolio (tabaccherie); pertanto per poter procedere alla vendita di alimenti, anche se solo pastigliaggi, le rivendite di generi di monopolio devono presentare apposita SCIA come qualunque altro esercizio di vicinato settore alimentare.

 

2.2.23. Scuole di cucina e scuole alberghiere

Per tali stabilimenti è necessaria la notifica/SCIA come “Produzione pasti pronti per ristorazione collettiva (catering continuativo e per eventi)” in considerazione della difficoltà di stabilire la destinazione finale delle preparazioni.

 

2.2.24.Congelamento e/o conservazione sottovuoto di alimenti in esercizi di vendita e somministrazione

Per tali modalità di conservazione non è prevista alcuna preventiva notifica/SCIA in quanto ricadono nella normale prassi lavorativa.

 

2.3. PROCEDURA DI NOTIFICA DI MODIFICHE AD UNO STABILIMENTO GIÀ REGISTRATO

Nel caso l’impresa voglia procedere a:

a) aggiungere una o più linee d’attività svolte nello stabilimento

b) apportare significative modifiche allo stato dei luoghi dello stabilimento

deve procedere alla presentazione di una nuova notifica/SCIA secondo le procedure descritte al paragrafo 2.1..

Per modifiche “significative” di cui al precedente punto b) devono intendersi:

- l’annessione o la esclusione di vani

- le modifiche che provocano un sostanziale cambiamento del percorso produttivo (lay out).

Le modifiche che non rientrano in uno dei due punti precedenti non devono essere considerate come “significative” e pertanto in tal caso l’impresa non deve procedere a notificare alcunché; a puro titolo d’esempio non sono significative quelle relative:

- ad una nuova disposizione delle attrezzature o all’acquisto di nuove attrezzature che non provocano un sostanziale cambiamento del percorso produttivo

- le modifiche alle zone di consumo degli esercizi di somministrazione e l’allestimento di spazi esterni per la somministrazione stagionale/temporanea degli alimenti.

 

2.4. PROCEDURA DI NOTIFICA DELLA VARIAZIONE DELLA TITOLARIETA’ DI UNO STABILIMENTO

Nel caso l’impresa titolare dello stabilimento sia variata per atto tra vivi, mortis causa o per atto giudiziale, è a carico dell’impresa subentrante l’obbligo di procedere ad una nuova notifica/SCIA secondo le procedure descritte al paragrafo 2.1., ivi compresa la presentazione della nuova documentazione.

La presentazione della SCIA è sufficiente anche per assolvere all’obbligo, teoricamente a carico dell’impresa cedente, della dovuta comunicazione in merito all’avvenuta cessazione dell’attività, in quanto l’impresa subentrante autocertifica l’operazione essendo al corrente delle conseguenze di eventuali dichiarazioni mendaci.

Si specifica che non viene considerata come variazione di impresa il cambio del rappresentante legale di una società di capitali (“s.r.l.”, “s.p.a.”, “s.a.p.a.”) o di una cooperativa, in quanto non cambia la denominazione sociale; viceversa il cambio del rappresentante legale di una società di persone (“società semplice”, “s.a.s” e “s.n.c.”) comporta l’obbligo dell’effettuazione di nuova SCIA, in quanto rappresenta una variazione della ragione sociale.

La presentazione della nuova SCIA comporta la cessazione dello stabilimento alla cui conduzione vi era l’impresa cessante, con l’archiviazione della relativa scheda; nel sistema informatico GISA essa viene sostituita dalla scheda dello stabilimento condotto dalla nuova impresa.

 

2.4.1. FITTO DI RAMO D’AZIENDA ED AFFIDO DI REPARTO

Il contratto “Fitto di ramo d’azienda” si applica, al di là del nomen iuris, quando una impresa decide di cedere in fitto una parte consistente e potenzialmente “autosufficiente” della sua azienda ad un’altra impresa; la parte ceduta è cioè autonoma e può esercitare la propria attività anche staccandosi completamente dall’azienda-madre (ad es. una impresa che possiede tre esercizi di vendita decide di fittarne uno ad un’altra impresa). Per quanto riguarda l’aspetto igienico-sanitario, in caso di fitto di ramo d’azienda l’impresa subentrante ha l’obbligo di presentare una nuova notifica/SCIA secondo le procedure descritte al precedente punto 2.4..

La presentazione della nuova SCIA comporta la cessazione dello stabilimento alla cui conduzione vi era l’impresa locatrice, con l’archiviazione della relativa scheda; nel sistema informatico GISA essa viene sostituita dalla scheda dello stabilimento condotto dalla impresa affittuaria.

E’ necessario fare una distinzione tra il contratto di “Fitto di ramo d’azienda” per il quale è obbligatorio presentare la notifica/SCIA, dal contratto di “Affido di reparto”. Il contratto “Affido di reparto” o “Affido di gestione di reparto” riguarda soprattutto gli esercizi di vendita organizzati su più reparti, in relazione alla gamma dei prodotti trattati (ad es. il reparto macelleria, reparto frutta etc); esso viene stipulato nel caso una impresa voglia affidare, per un periodo di tempo convenuto, uno o più di tali reparti ad un altro soggetto (persona fisica o società), affinché questi lo gestisca in proprio. Con l'affidamento di reparto, le autorizzazioni commerciali o sanitarie (ora SCIA) dell’intero esercizio restano in capo all’impresa affidante, mentre le facoltà connesse alla gestione commerciale e/o fiscale del reparto affidato (ad es. le scelte inerenti le vendite straordinarie o sottocosto, il rilascio di scontrini fiscali etc) sono di solito trasferite all'affidatario. Ogni altra facoltà (ad esempio la scelta degli orari e delle chiusure, la modifica delle superfici e dei settori merceologici o l'affidamento di altri reparti) restano in capo all’impresa titolare dell’intero esercizio. La attuale normativa nazionale (D.Lgs. n. 114/98), al contrario della vecchia normativa sul commercio (DM 375/88), non disciplina l’affido di reparto.

Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato con Circolare n. 3467/C del 28/5/99, nel ribadire che il D.Lgs. n. 114/98 non menziona la fattispecie dell'affido in gestione di uno o più reparti di un esercizio commerciale, dichiara che ciò non significa che abbia inteso vietarla, ritenendo soltanto che la fattispecie sia rimessa all'autonomia negoziale delle parti. Di conseguenza, una impresa può regolarmente affidare uno o più reparti ad un'altra impresa, affinché li gestisca in proprio, previa sola comunicazione per conoscenza al Comune competente per territorio. Si deve notare che detto Dicastero ha stabilito che l’obbligo della comunicazione al Comune sia solo in capo all’impresa affidante; si deve altresì notare che il Ministero non pone a carico di tale impresa affidante nessun obbligo di comunicazione all’Ufficio del Registro delle imprese o al Comune stesso in merito ad una riduzione della superficie di vendita né di una parziale temporanea cessazione, con ciò escludendo tacitamente che l’impresa affidante non abbia alcuna responsabilità sul reparto o zona affidata ad altri. A sua volta il Ministero delle Attività Produttive con Circolare prot. n. 549384 dell’11/3/03 nel ribadire che la normativa vigente non menziona la fattispecie, ritiene che:

- i rapporti tra titolare dell’esercizio ed affidatario possono essere regolati dalle parti in base al codice civile attraverso i principi dell’autonomia contrattuale delle parti e pertanto non cita né prevede ulteriori obblighi verso terzi o Pubbliche Amministrazioni

- la Regione è l’Autorità Competente all’applicazione del citato D.L.vo n. 114/98 e che pertanto le indicazioni sugli aspetti sanitari contenute nel presente chiarimento sono vincolanti fino a disposizione contraria.

Alla luce di quanto sopra e del fatto:

- che l’affidamento di reparto è un mero contratto tra privati tant’è vero che, mentre nel caso dell’affitto di ramo d’azienda la disciplina commerciale prevede il c.d. “subingresso”, ciò non avviene per l’affido di reparto;

- che nel corso di un controllo è assolutamente arduo stabilire le linee di confine delle responsabilità di due imprese operanti nello stesso stabilimento, stante anche la infinita gamma di norme contrattuali tra due privati (nel contratto ad esempio possono essere definite le reciproche responsabilità, ma ciò significherebbe che al momento del controllo tali contratti debbano essere a conoscenza dei controllori stessi),

per quanto riguarda l’aspetto igienico-sanitario la stipula di un contratto di affido di reparto tra due imprese non necessita della notifica, e pertanto non deve essere presentata alcuna SCIA. La tutela della salute pubblica viene in ogni caso garantita restando a carico dell’impresa che ha effettuato la SCIA per l’intero stabilimento, la responsabilità dell’applicazione delle norme riguardanti la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria; pertanto, per le A.C. sarà sempre tale ultima impresa la destinataria di qualsiasi tipo di provvedimento anche sanzionatorio, abbia o meno essa affidato un reparto ad altra impresa; la disposizione sopradescritta si applica ai soli fini igienico-sanitari e non per gli altri aspetti che sono oggetto di controllo di altri Enti della P.A. (ad es. aspetti commerciali, fiscali etc).

Restano salve le responsabilità personali negli stabilimenti che prevedono l’attività di professionisti iscritti agli Albi; è il tipico caso delle strutture veterinarie dove nel caso si rilevino non conformità, oltre alla responsabilità del direttore sanitario si deve accertare la responsabilità del singolo professionista che svolge la propria attività all’interno della struttura.

 

2.5. PROCEDURA DI NOTIFICA DELLA CHIUSURA O SOSPENSIONE DELLO STABILIMENTO O DI UNA LINEA D’ATTIVITÀ

Nel caso l’impresa voglia procedere alla cessazione definitiva dello stabilimento, o voglia cessare una o più linee d’attività per le quali lo stabilimento è già registrato, ha l’obbligo di comunicarlo al SUAP. A sua volta il SUAP lo comunicherà agli Enti della P.A. interessati, tra le quali obbligatoriamente la ASL, con le modalità consentite dal suo grado di funzionalità informatica già descritte al precedente punto 2.1.1..

 

2.6. SANZIONI

L’avvio di stabilimenti in assenza della preventiva presentazione della SCIA, relativamente

anche ad una sola linea d’attività svolta, o la mancata notifica della variazione dell’impresa titolare

di uno stabilimento già in attività, viene sanzionata secondo la normativa vigente.

 

DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE:

Scegli il modello che ti interessa "a sede fissa o a sede non fissa"

Nella sezione Riferimenti normativi alla voce "ATTI REGIONE CAMPANIA II PARTE" verifica la tua attività nel file  MASTER LIST REGISTRABILI A SEDE FISSA o nel file MASTER LIST REGISTRABILI A SEDE NON FISSA, controlla nella colonna "Documentazione" quali lettere sono indicate, poi vai al file "ELENCO DOCUMENTAZIONE" e abbina le lettere alla documentazione da produrre.

Stampa la MASTER LIST indica con una X, nelle varie colonne, la propria attività e allegala al modello.

Ricordati di indicare un recapito telefonico e le coordinate geografiche del locale, inoltre, la PEC è obbligatoria.

Chi contattare
Personale da contattare: Sasso Stefano, Iasevoli Francesco
Altre strutture che si occupano del procedimento
Termine di conclusione
Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no
Immediato
Costi per l'utenza

Al modello va allegato la ricevuta di pagamento dei diritti sanitari, tale pagamento va effettuato sul conto corrente postale n° 1006500373 intestato a ASL NAPOLI 3 SUD – Attività Igiene e sicurezza del lavoro – Serv. Tesor. – Via Alcide De Gasperi, 167 – Castellammare di Stabia, causale del versamento: DIA Alimentare, oppure con bonifico bancario tramite il seguente IBAN: IT 49C0760103400001006500373.

Importo del versamento:

 

D.I.A. – Registrazione nel sistema GISA degli OSA e delle imprese alimentari – D.G.R.C. 797/2006 e succ. mod. - apertura e subingresso

  €.60,00
D.I.A. per sagra, fiere, feste paesane e similari - D.G.R.C. 797/2006 e succ. mod.   €.80,00
Aggiornamenti D.I.A.  - D.G.R.C. 797/2006 e succ. mod.   €.20,00
D.I.A. – Registrazione OSA e relativo automezzo trasporto alimenti di competenza servizio SIAN: Registrazione 1° automezzo  €.15,00
  Per ogni successivo automezzo per lo stesso OSA €.10,00
Riferimenti normativi
Servizio online
Tempi previsti per attivazione servizio online: 12 mesi
Contenuto aggiornato al 14-12-2016

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