Portale Trasparenza Comune di Pomigliano D'Arco - Piano del Colore per l'Edilizia Storica (l.r. 26/2002)

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Tipologie di procedimento

Piano del Colore per l'Edilizia Storica (l.r. 26/2002)
Responsabile di procedimento: Frippa Filippo
Descrizione

Il Piano del Colore per l'edilizia storica

Il Piano del Colore s’inserisce nella più ampia programmazione prevista dalla legge regionale “Norme ed incentivi per la valorizzazione dei centri storici della Campania e per la catalogazione dei beni ambientali di qualità paesistica”, 18 ottobre 2002, n°26.
Questo strumento normativo promuove la valorizzazione e la tutela dei centri storici attraverso elaborati di analisi e di progetto concorrenti alla conoscenza dei beni, nell’accezione più ampia di bene ambientale e/o architettonico con valore storico e/o artistico, al progetto ed alla gestione della sua conservazione e valorizzazione.
La legge regionale n°26/2002, definisce le linee guida per la redazione del Piano del Colore, non definendo univocamente una tipologia di Piano, che si specifica anche riguardo alle esigenze ed alle caratteristiche del centro storico preso in esame.

Le linee guida per la redazione del Piano del Colore(allegato B del Regolamento di attuazione della Legge Regionale n.26/2002) indicano alcune tipologie generali da cui desumere l’impostazione metodologica del piano:

•la ricostruzione letterale delle gamme cromatiche e dei modelli di colorazione originari dei manufatti che compongono l’insediamento, mirante al recupero della sua configurazione originale;
• la progettazione del colore, basata non sui riferimenti storici dell’insediamento o su processi di ricostruzione tesi a stabilire ed imporre il presunto aspetto originario per ogni edificio, bensì su valori di tipo “percettivo”, legati alla luminosità del sito e, quindi, all’uso di soluzioni ex-novo, che non tengono conto delle stratificazioni storiche, ma puntano piuttosto ad armonizzare le cosiddette “accidentalità cromatiche” con le presenze certe nel contesto architettonico e urbanistico.
Lo stesso citato Regolamento della Legge 26/2002, sottolinea i limiti di uno studio che tiene conto solo dell’una o dell’altra ipotesi: il perseguimento di una ricostruzione che non tiene conto né dei fattori di progresso, compreso quelli tecnologici, né delle mutate condizioni di vita e la mancata considerazione degli elementi storici e delle stratificazioni subite dall’edificio.
Ne consegue che entrambe le suddette metodologie hanno un approccio limitato e parziale.
Un’impostazione metodologica corretta non può prescindere dal considerare come punto di partenza entrambe le metodologie indicate per arrivare ad un piano che tiene conto dell’aspetto filologico e compositivo, ma soprattutto che risponde alle esigenze specifiche che l’architettura di ogni luogo possiede.
Nello specifico delle architetture storiche presenti sul territorio di Pomigliano d’Arco va detto che, pur se permane una condizione di degrado notevole, e forse proprio grazie alle condizioni di abbandono in cui versano molti immobili storici, sono molti i casi in cui si conservano intonaci e coloriture originarie; ma una proposta di ricostruzione fedele e generalizzata dalle cromie originali è oggi, quanto mai, imperseguibile. Non si può non tenere conto di alcuni fattori:
• le mutate condizioni ambientali degli ultimi decenni rendono impossibile l’uso di intonaci che abbiano la composizione originaria: non si può non tenere conto dell’inquinamento atmosferico per la composizione di un intonaco;
• la mancanza di documentazione iconografia a colori per la ricostruzione delle cromie originarie, laddove non v’è più alcuna residua traccia d’intonaco originario;
• la difficoltà, in particolare su edifici senza più tracce di coloritura di stabilire “l’ultima coloritura avente un’istanza storico-estetica”.

Per tali motivi, il perseguimento dell’idea di una ricostruzione filologica delle cromie applicata ad un intero “centro storico” è un’operazione priva di scientificità filologica, che non può essere perseguita senza dare ampio spazio alla fantasia; d’altro canto non ci si può basare solo su uno studio di valori percettivi che risulterebbero molto soggettivi.
Un’impostazione metodologica corretta deve tener conto di tutti quei fattori che incidono sulle valenze cromatiche del “centro storico”:
1. le specifiche tecniche tradizionali legate al luogo ed ai materiali naturali
storicamente presenti;
2. le residue tracce di intonaco e di tinteggiature che ci permettono la conoscenza diretta delle tecniche originarie e la loro “salvaguardia”;
3. l’inquinamento atmosferico come fattore di rischio per la conservazione degli intonaci e delle tinteggiature e quindi attente ricerche per la più opportuna composizione chimica degli intonaci e delle tinte;
4. l’esposizione solare;
5. le specifiche epoche di costruzione degli edifici e le loro caratteristiche cromatiche;
6. in ultimo, ma non per importanza, si deve tener conto del giusto equilibrio cromatico degli edifici con il contesto urbano e ambientale, salvaguardando le emergenze architettoniche presenti.
Il Piano del Colore di Pomigliano d’Arco considera, quindi, entrambe le tipologie indicate dal Regolamento di attuazione della legge regionale 26/2002, dando il giusto valore alla ricerca storica e filologica ed, al tempo stesso, considerando i fattori ambientali di rischio specifici dei luoghi che vedono la presenza delle architetture storiche.

Chi può farne richiesta

Per richiedere il Permesso di costruire, la S.C.I.A. o la C.I.L., contenente il sub-procedimento del Piano del Colore, è necessario avvalersi dell'opera di un professionista (geometra, perito edile, ingegnere, architetto, ecc.) incaricato di redigere il progetto. Il professionista incaricato deve essere iscritto al relativo albo professionale.

La domanda va presentata da chi è titolare di un diritto reale (proprietà, usufrutto, uso, servitù, ecc.) sul bene (area o fabbricato) oggetto del permesso di costruire o della DIA, ovvero di un diritto personale compatibile con l'intervento da realizzare (es. rapporto di locazione - conduzione). Il diritto deve essere compatibile con la natura dell'intervento richiesto nel Permesso di costruire o nella SCIA/DIA/CIL.

 

La documentazione da presentare

La documentazione da allegare alle domande di legittimazione degli interventi edilizi normati dal
Piano del Colore è la seguente:

I. RILIEVO METRICO DELL’EDIFICIO: pianta (almeno del piano terra), prospetti e sezioni (almeno n°1) dell’edificio, rappresentato in scala 1:50; l’elaborato deve contenere l’indicazione dimensionale di tutti gli elementi di finitura esistenti, compresa quella degli elementi tecnologici, impiantistici e per la comunicazione;

II. RILIEVO ARCHITETTONICO: prospetti e sezioni delle facciate interessate dall’intervento in scala 1:50; in questo elaborato devono essere riportati tutti gli elementi di finitura del partito architettonico delle facciate con l’indicazione dei materiali presenti: il rilievo deve essere accompagnato da idonea e completa documentazione fotografica d’insieme e di dettaglio di formato 18 x 24.

III. PARTICOLARI COMPOSITIVI: tavola degli elementi di finitura decorativi e plastici esistenti in facciata, secondo le scale di rappresentazione più opportune (almeno in scala 1:10 o 1:20); il disegno di tali particolari deve essere integrato da fotografie di dettaglio di formato 18 x 24.

IV. RILIEVO DELLO STATO DI DEGRADO: prospetti che, utilizzando come base cartografica il rilievo architettonico, analizzano i paramenti murari riportando le perimetrazioni delle zone soggette ad alcuni aspetti tipici del degrado (esfoliazione della tinteggiatura, efflorescenze saline, lesioni d’intonaco, tracce di umidità, ecc.), utilizzando la legenda del Lessico Normal 1/88, inserita nella Schedatura Documentale, di cui al successivo punto XII ed allegata alle presenti norme.

V. RILIEVO DEL COLORE: prospetti dell’edificio in scala 1:50, utilizzando come base cartografica il rilievo architettonico; informazioni specifiche dovranno essere fornite relativamente al rilievo cromatico degli intonaci, degli stucchi e delle tonalità del paramento lapideo; per il rilievo e la conoscenza dei cromatismi originari, laddove presenti e richieste dalla Commissione comunale preposta, andranno effettuate indagini stratigrafiche chimico-fisiche.

VI. PROGETTO DI INTERVENTO: prospetto e sezione delle facciate in scale 1:50; devono essere indicati tutti gli interventi (tipo di materiali, tinteggiature, trattamenti superficiali, ecc.) che si intendono eseguire per la conservazione ed il restauro degli elementi del partito architettonico esterno dell’edificio.

VII. PROGETTO DEL COLORE: prospetti dell’edificio almeno in scala 1:50, utilizzando come base cartografica il rilievo del colore, contenenti l’indicazione di tutti i cromatismi di progetto (intonaci, stucchi, tonalità del paramento lapideo, ecc. ) che si intendono proporre; per ciascuna tipologia di cromatismo, andranno verificate le rispettive campionature in cantiere da parte della Commissione comunale preposta;

VIII. RAPPRESENTAZIONE CROMATICA DI PROGETTO NEL CONTESTO URBANO:
• Al fine della valutazione da parte della Commissione comunale preposta del rapporto cromatico del colore con il suo contesto urbano è necessario l’inserimento del “progetto del colore” dell’edificio soggetto ad intervento nel rilievo cromatico dell’ambiente urbano, in scala 1:200;
• per i prospetti degli edifici inseriti in un organismo edilizio complesso, come ad esempio una cortina edilizia di edifici, andranno rappresentati anche gli edifici immediatamente contigui, ciascuno con i cromatismi appartenenti allo stato dei luoghi;
• per i due punti precedenti è contemplato l’ausilio di tecniche di “fotomontaggio”;

IX. DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA:
• vedute parziali della facciata e particolari degli elementi compositivi, con almeno una fotografia d’insieme del formato 18x24;
• la documentazione suddetta dovrà essere predisposta secondo la metodologia di ripresa indicata nell’allegata scheda;
• la documentazione fotografica dovrà essere predisposta e consegnata sia in formato cartaceo che digitale (.jpg);

X. RELAZIONE STORICO-TECNICA ILLUSTRATIVA:
• La relazione storica che contenga notizie documentate sulle principali fasi storico-evolutive dell’edificio oggetto dell’intervento;
• La relazione tecnica illustrativa degli interventi di progetto, nel caso di ripristino d’intonaci e relativa tinteggiatura, dovrà contenere le schede tecniche o informazioni tecniche di dettaglio dei materiali che s’intendono utilizzare;

XI. RELAZIONE TECNICA DELL’INDAGINE STRATIGRAFICA CHIMICO–FISICA:
• La relazione dovrà essere redatta dal laboratorio che ha eseguito l’indagine sugli intonaci esistenti, con i risultati dettagliati delle stesse;
• tale relazione deve essere accompagnata da un prospetto, in scala adeguata (almeno in scala 1:200), che riporti l’indicazione dei punti in cui sono stati effettuati i prelievi dei campioni analizzati e la numerazione relativa;
• il presente elaborato dovrà essere redatto sole se richiesto ad integrazione da parte dalla Commissione comunale preposta.

XII. SCHEDATURA DOCUMENTALE: compilazione delle schede riassuntive delle fasi d’intervento, secondo i modelli di documentazione allegati alle presenti norme da cui si evince, in maniera sintetica, la rispondenza del Progetto ai criteri valutativi del Regolamento di Attuazione della Legge Regionale n°26/2002.

 

Iter e tempi per il rilascio

La documentazione per il Piano del Colore, di corredo della domanda di Permesso di costruire, della S.C.I.A., della D.I.A. o della C.I.L., va presentata direttamente presso l'Ufficio Protocollo del Comune di Pomigliano d'Arco e indirizzata al Servizio Sportello Unico Urbanistico - Edilizio (SUUE).
L'esame della documentazione si svolge entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, se trattasi di sub-procedimento legato al Permesso di costruire, mentre entro trenta giorni se trattasi di sub-procedimento legato alla DIA. Il responsabile del procedimento cura l'istruttoria, acquisisce i prescritti pareri unitamente a quello preventivo espresso da parte della Commissione Comunale, nominata con Decreto Sindacale n° 80 del 29/07/04, preposta alla verifica di conformità progettuale e metodologica rispetto ai dettami del libro del Colore, in fase di istruttoria, e di successivo controllo delle pratiche edilizie ricadenti nell'ambito di validità del Piano, di cui al'art. 8, comma 2, art. 10, comma 1 e 2, art. 13 e art. 14 della "Guida alle norme per il progetto del colore: procedure e modalità di intervento" del Piano del Colore approvato con Delibera di C.C. n° 37 del 12/07/04.

 

Sub-procedimenti

Nell'ambito delle attività progettuali finalizzate alla presentazione del fascicolo "piano del colore" per le pratiche edilizie a presentarsi, sono in uso i segueti sub-procedimenti:

  • pre-istruttoria;
  • parere preventivo.


 

Chi contattare
Altre strutture che si occupano del procedimento
Conclusione tramite silenzio assenso: si
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: si
Costi per l'utenza

Il rilascio del parere per il Piano del Colore quale sub-procedimento del Permesso di costruire o della SCIA/CILA, comporta la corresponsione di un contributo commisurato a euro 50,00, mediante il versamento su c/c n. 22977805 intestato a Comune di Pomigliano d'Arco - Servizio Tesoreria, causale: "diritti di istruttoria Piano del Colore".
Per il rilascio di parere preventivo il contributo è di euro 50,00 da versare su c/c n. 22977805 intestato a Comune di Pomigliano d'Arco - Servizio Tesoreria, causale: "parere preventivo Piano del Colore".
Il rilascio della Pre-istruttoria per il Piano del Colore è a titolo gratuito.

Modulistica per il procedimento
Riferimenti normativi
  • Decreto del Presidente della Repubblica 380/2001
  • Legge Regionale n. 26/2002
  • Regolamento della Legge Regionale n. 26/2002
Servizio online
Tempi previsti per attivazione servizio online: 12 mesi
Contenuto inserito il 30-08-2013 aggiornato al 30-11-2016

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